Un impegno condiviso che coinvolge tutta la scuola

Target
Organizzazioni non-profit
Organizzazione
PARSEC COOPERATIVA SOCIALE
Paese
Italia
Anno
2026

Alessandro insegna italiano, storia e geografia da 18 anni nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Via Sesami a Roma, nel quartiere Centocelle, un territorio con cui la scuola è profondamente connessa.

«È una scuola con una storia particolare», spiega. «I nostri studenti provengono non solo da Centocelle, ma anche da zone limitrofe come Alessandrino e Quarticciolo: luoghi di cui si parla spesso, ma di cui raramente vengono riconosciuti i punti di forza».

Nel tempo, la scuola ha lavorato per far emergere proprio queste risorse attraverso un’ampia gamma di iniziative. «Abbiamo pubblicato cinque libri insieme agli studenti, affrontando temi che vanno dalla diversità alle loro speranze per il futuro», racconta Natalini. «E per tre anni consecutivi abbiamo portato giochi, musica, arte e poesia nelle strade e nelle piazze del quartiere, attraverso festival culturali locali».

Queste esperienze hanno contribuito a rafforzare l’immagine della scuola non solo come luogo di istruzione, ma come presenza attiva all’interno della comunità. L’arrivo del Covid ha però interrotto questa continuità. «Negli anni precedenti avevamo già collaborato con Parsec nel progetto Tandereig, che si è concluso durante la pandemia. Era uno spazio interno alla scuola in cui gli studenti potevano fare i compiti e stare insieme, partecipando a diverse attività».

In questo contesto, l’attivazione di Compiti@Casa ha rappresentato un’opportunità concreta per ricostruire un sistema di supporto agli studenti. Alessandro ha avuto un ruolo chiave nell’avvio del progetto nella scuola. «Ne ho parlato con il dirigente scolastico e con il collegio docenti», ricorda, «spiegando perché valesse la pena cogliere questa occasione».

Il risultato non è stato solo l’accoglienza del progetto, ma il suo pieno riconoscimento. «Tutti hanno apprezzato il valore di un’iniziativa coerente con l’idea di apprendimento continuo, perché l’educazione non finisce quando suona la campanella».

Come funziona il tutoraggio a distanza

Il progetto ha coinvolto coppie di studenti delle classi prime e seconde che avevano bisogno di un rafforzamento sia nelle materie umanistiche sia in quelle scientifiche. «Docenti e consigli di classe sono stati molto efficaci nell’individuare gli studenti che potevano trarre maggiore beneficio», spiega Natalini. «La selezione è sempre un passaggio delicato: c’è sempre chi chiede “perché loro e non me?” o, al contrario, “perché proprio io?”».

L’attenzione si è concentrata sugli studenti che necessitavano di un supporto aggiuntivo che non potevano ricevere a casa. In alcuni casi, il progetto ha rafforzato amicizie già esistenti; in altri, ha favorito la nascita di nuovi legami tra ragazzi che fino ad allora avevano avuto pochi contatti.

In questo modo, il tutoraggio è diventato non solo un sostegno allo studio, ma anche uno spazio di costruzione delle relazioni.

Un segretariato sociale per le famiglie.

Accanto al tutoraggio, Compiti@Casa ha introdotto all’interno della scuola un servizio di segretariato sociale, estendendo il proprio impatto anche alle famiglie. «È un servizio fondamentale», sottolinea Alessandro, «che aiuta le famiglie a orientarsi nelle pratiche amministrative, come l’attivazione dello SPID, l’iscrizione scolastica o il pagamento della mensa».

Supportando i genitori nella gestione di queste procedure, il servizio riduce una fonte significativa di pressione e incertezza. Inoltre, rafforza la relazione tra famiglie e scuola, rendendo l’accesso all’istruzione più concreto e inclusivo.
«È una forma di sostegno importante», conclude Alessandro, «che non solo merita di essere valorizzata, ma anche potenziata. Stiamo lavorando affinché, in questo secondo anno, il segretariato sociale diventi ancora di più un punto di riferimento: un vero servizio per la comunità».

Cosa è cambiato.

In un contesto complesso, Compiti@Casa ha contribuito a riattivare legami: tra studenti, tra scuola e famiglie, tra apprendimento e vita quotidiana. Non introducendo qualcosa di totalmente nuovo, ma ricostruendo le condizioni necessarie affinché gli studenti possano essere sostenuti, accompagnati e riconosciuti.

 

Alessandro insegna italiano, storia e geografia da 18 anni nella scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Via Sesami a Roma, nel quartiere Centocelle, un territorio con cui la scuola è profondamente connessa.

«È una scuola con una storia particolare», spiega. «I nostri studenti provengono non solo da Centocelle, ma anche da zone limitrofe come Alessandrino e Quarticciolo: luoghi di cui si parla spesso, ma di cui raramente vengono riconosciuti i punti di forza».

Nel tempo, la scuola ha lavorato per far emergere proprio queste risorse attraverso un’ampia gamma di iniziative. «Abbiamo pubblicato cinque libri insieme agli studenti, affrontando temi che vanno dalla diversità alle loro speranze per il futuro», racconta Natalini. «E per tre anni consecutivi abbiamo portato giochi, musica, arte e poesia nelle strade e nelle piazze del quartiere, attraverso festival culturali locali».

Queste esperienze hanno contribuito a rafforzare l’immagine della scuola non solo come luogo di istruzione, ma come presenza attiva all’interno della comunità. L’arrivo del Covid ha però interrotto questa continuità. «Negli anni precedenti avevamo già collaborato con Parsec nel progetto Tandereig, che si è concluso durante la pandemia. Era uno spazio interno alla scuola in cui gli studenti potevano fare i compiti e stare insieme, partecipando a diverse attività».

In questo contesto, l’attivazione di Compiti@Casa ha rappresentato un’opportunità concreta per ricostruire un sistema di supporto agli studenti. Alessandro ha avuto un ruolo chiave nell’avvio del progetto nella scuola. «Ne ho parlato con il dirigente scolastico e con il collegio docenti», ricorda, «spiegando perché valesse la pena cogliere questa occasione».

Il risultato non è stato solo l’accoglienza del progetto, ma il suo pieno riconoscimento. «Tutti hanno apprezzato il valore di un’iniziativa coerente con l’idea di apprendimento continuo, perché l’educazione non finisce quando suona la campanella».

Come funziona il tutoraggio a distanza

Il progetto ha coinvolto coppie di studenti delle classi prime e seconde che avevano bisogno di un rafforzamento sia nelle materie umanistiche sia in quelle scientifiche. «Docenti e consigli di classe sono stati molto efficaci nell’individuare gli studenti che potevano trarre maggiore beneficio», spiega Natalini. «La selezione è sempre un passaggio delicato: c’è sempre chi chiede “perché loro e non me?” o, al contrario, “perché proprio io?”».

L’attenzione si è concentrata sugli studenti che necessitavano di un supporto aggiuntivo che non potevano ricevere a casa. In alcuni casi, il progetto ha rafforzato amicizie già esistenti; in altri, ha favorito la nascita di nuovi legami tra ragazzi che fino ad allora avevano avuto pochi contatti.

In questo modo, il tutoraggio è diventato non solo un sostegno allo studio, ma anche uno spazio di costruzione delle relazioni.

Un segretariato sociale per le famiglie.

Accanto al tutoraggio, Compiti@Casa ha introdotto all’interno della scuola un servizio di segretariato sociale, estendendo il proprio impatto anche alle famiglie. «È un servizio fondamentale», sottolinea Alessandro, «che aiuta le famiglie a orientarsi nelle pratiche amministrative, come l’attivazione dello SPID, l’iscrizione scolastica o il pagamento della mensa».

Supportando i genitori nella gestione di queste procedure, il servizio riduce una fonte significativa di pressione e incertezza. Inoltre, rafforza la relazione tra famiglie e scuola, rendendo l’accesso all’istruzione più concreto e inclusivo.
«È una forma di sostegno importante», conclude Alessandro, «che non solo merita di essere valorizzata, ma anche potenziata. Stiamo lavorando affinché, in questo secondo anno, il segretariato sociale diventi ancora di più un punto di riferimento: un vero servizio per la comunità».

Cosa è cambiato.

In un contesto complesso, Compiti@Casa ha contribuito a riattivare legami: tra studenti, tra scuola e famiglie, tra apprendimento e vita quotidiana. Non introducendo qualcosa di totalmente nuovo, ma ricostruendo le condizioni necessarie affinché gli studenti possano essere sostenuti, accompagnati e riconosciuti.

 

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