Ana è la bambina che ha dato il nome all’Associazione: oggi ha 25 anni, è diventata assistente sociale e sta per iniziare la facoltà di Psicopedagogia all’università.
Il suo rapporto con Mihaela, però, è iniziato molti anni fa. Mihaela l’ha conosciuta quando aveva poco più di tre anni, durante il suo lavoro in un centro di accoglienza. Era la più piccola tra i bambini seguiti, e anche quella che aveva più bisogno di aiuto: viveva con la famiglia in condizioni molto difficili, in una casa diroccata, senza stabilità né supporto. Quando quel centro ha chiuso, la famiglia di Ana non era in grado di prendersi cura di lei. Mihaela l’ha accolta con sé e l’ha cresciuta come una figlia, seguendola sia nel percorso scolastico sia nella vita quotidiana.
Per Ana quel percorso è stato decisivo non solo dal punto di vista educativo, ma anche e soprattutto a livello emotivo: ha trovato adulti di riferimento, supporto psicologico e un ambiente sicuro in cui ricominciare a sentirsi protetta. «Senza l’associazione non sarei riuscita a diventare la persona di oggi», racconta a Open. Quando è arrivato il momento di scegliere un nome per il progetto, Mihaela ha voluto che contenesse quello di uno dei bambini coinvolti. Così è nata Ana şi Copiii, “Ana e i bambini”: il nome di una bambina diventato il simbolo di tutti quelli che sarebbero arrivati dopo.