Le statistiche non sono solo numeri: a volte pesano come sentenze. Poteva essere così per Chiara, 14 anni, una ragazza di un quartiere “complicato” di Palermo.
Il suo rendimento scolastico fragile e un contesto familiare segnato da una profonda vulnerabilità, la rendevano, sulla carta, la candidata "meno adatta" per un progetto di sostegno educativo.
Il rischio che abbandonasse prima del termine era altissimo, tanto da sollevare dubbi sulla sostenibilità dell’intervento.
Per CIAI, però, l’educazione è prima di tutto un atto di fiducia: insieme alla scuola e agli operatori territoriali, ha scelto di mettere in discussione quei dati, trasformando la perplessità in una sfida pedagogica. Così Chiara è stata inserita in un percorso di tutoring online all’interno del progetto Dream Teen - Supporting students realizing their full potential.
L’incontro: la forza dell'educazione tra pari
La chiave della riuscita è stata l’abbinamento con la tutor Giorgia, una studentessa universitaria di Scienze della Formazione, anche lei palermitana.
Fin dal primo incontro online, non si è parlato solo di compiti, ma di futuro. Quando Chiara ha confessato il suo sogno di diventare estetista, Giorgia non ha usato la distanza del docente, ma la vicinanza dell’esperienza: “Sai, anche io ho iniziato quel percorso, poi ho scelto la danza, e a vent’anni ho capito che volevo studiare ancora”.
In quel momento, il "linguaggio della possibilità" ha rotto le barriere della povertà educativa.
Chiara non ha visto davanti a sé un’insegnante, ma un’alleata: una versione futura di sé stessa che le ha dimostrato che i percorsi non sono binari morti, ma strade che si possono ridisegnare.
L’impatto circolare: un beneficio a due direzioni
Oggi il percorso è a metà e Chiara, contro ogni previsione, non solo è presente, ma sta ricostruendo la propria autostima scolastica attraverso il legame relazionale con la sua tutor. Ma la vera magia del progetto Dream Teen emerge dalle parole di Giorgia alla sua supervisor CIAI che la accompagna passo passo: “Ho preso 30 e lode all'esame di pedagogia, ma sento che metà di quel voto appartiene a Chiara”.
Questa storia ci insegna che il potenziamento cognitivo non è mai un processo a senso unico. Il lavoro educativo prezioso dietro queste 30 ore di tutoring non produce solo voti migliori in pagella, ma genera cittadinanza attiva: Chiara sta scoprendo il valore dello studio, e Giorgia sta diventando una professionista dell’educazione più consapevole, formata sul campo dalla realtà complessa e meravigliosa di Palermo.